Continua il tour in tv del Cav: "Se Udc va via diventiamo minoranza. Io costretto a rientrare"
“Avevo annunciato il passo indietro per tenere insieme i moderati che dal 1948 ad oggi sono la maggioranza del Paese”, ma “se l'Udc toglie una fetta di moderati allo schieramento diventiamo minoranza“ e “sono costretto dalla situazione che si è determinata” a ridiscendere in campo. Esordisce così Silvio Berlusconi ai microfoni della trasmissione Pomeriggio 5.
16 AGO 20

“Avevo annunciato il passo indietro per tenere insieme i moderati che dal 1948 ad oggi sono la maggioranza del Paese”, ma “se l'Udc toglie una fetta di moderati allo schieramento diventiamo minoranza“ e “sono costretto dalla situazione che si è determinata” a ridiscendere in campo. Esordisce così Silvio Berlusconi ai microfoni della trasmissione Pomeriggio 5.
"Quando vedo i vari leader di partitini fare il loro programma mi viene da ridere – ha aggiunto il Cavaliere - perché so che non potranno fare nulla se non ci sarà un partito solo con la maggioranza” in grado di cambiare “l'architettura costituzionale". Se non dovesse esserci quel partito di maggioranza che “potrà provvedere alla riforma della Costituzione dando più poteri al Premier, sia sui ministri che sui decreti, l’Italia rimarrà un paese non governabile”, ha aggiunto Berlusconi dagli schermi di Canale 5. Berlusconi si rivolge quindi a “'quelli che hanno deciso di non votare”, che “devono ricredersi, andare a votare e dare la maggioranza a un partito” scusandosi “per non essere riuscito a modernizzare il Paese”, ma con l’attuale sistema “nemmeno Pico della Mirandola ci sarebbe riuscito”.
Gli italiani, secondo Berlusconi, "devono arrivare alla consapevolezza che così non si può avere un Paese moderno, bisogna che non vadano a confinarsi nell'area del non voto, che ora i sondaggi ci dicono essere quasi la metà”. Metà a cui si aggiungono, secondo Berlusconi, “i voti a Grillo, che sono un voto di protesta. Quindi – conclude il Cavaliere – “sono solo il 30 per cento gli italiani che danno un voto ragionevole, tutti devono rendersi consapevoli che così non si va da nessuna parte, anzi si va verso un peggioramento".
Berlusconi ha poi elencato alcuni dei primi punti del suo programma qualora riuscisse a vincere le prossime elezioni: “"primo, abrogare subito l'Imu, la casa è sacra e non si tocca; secondo, bisogna abbassare la pressione fiscale di almeno un punto all'anno; terzo, cambiare il rapporto tra il fisco e il contribuente, perchè oggi ci sono situazioni da Stato di polizia tributaria che non si possono tollerare”. Infine, ha aggiunto il Cavaliere, “stretta sulle intercettazioni, eliminare la tracciabilità dei contanti almeno fino a mille euro".
Parole, l’ex presidente del consiglio, le ha riservate anche per le donne perché “sono quelle che tengono in piedi la famiglia e quindi l'Italia. So che in Italia non c'è parità nel lavoro – ha poi aggiunto Berlusconi - delle donne che lavorano il 33 per cento sono part time e su di loro pesa anche l'essere spose e madri e quindi hanno anche il peso della famiglia e della casa”. Per Berlusconi “le donne sono più responsabili di noi e hanno più intuito, anche per questo ho avuto un governo con il numero più alto della storia della Repubblica”.
"Quando vedo i vari leader di partitini fare il loro programma mi viene da ridere – ha aggiunto il Cavaliere - perché so che non potranno fare nulla se non ci sarà un partito solo con la maggioranza” in grado di cambiare “l'architettura costituzionale". Se non dovesse esserci quel partito di maggioranza che “potrà provvedere alla riforma della Costituzione dando più poteri al Premier, sia sui ministri che sui decreti, l’Italia rimarrà un paese non governabile”, ha aggiunto Berlusconi dagli schermi di Canale 5. Berlusconi si rivolge quindi a “'quelli che hanno deciso di non votare”, che “devono ricredersi, andare a votare e dare la maggioranza a un partito” scusandosi “per non essere riuscito a modernizzare il Paese”, ma con l’attuale sistema “nemmeno Pico della Mirandola ci sarebbe riuscito”.
Gli italiani, secondo Berlusconi, "devono arrivare alla consapevolezza che così non si può avere un Paese moderno, bisogna che non vadano a confinarsi nell'area del non voto, che ora i sondaggi ci dicono essere quasi la metà”. Metà a cui si aggiungono, secondo Berlusconi, “i voti a Grillo, che sono un voto di protesta. Quindi – conclude il Cavaliere – “sono solo il 30 per cento gli italiani che danno un voto ragionevole, tutti devono rendersi consapevoli che così non si va da nessuna parte, anzi si va verso un peggioramento".
Berlusconi ha poi elencato alcuni dei primi punti del suo programma qualora riuscisse a vincere le prossime elezioni: “"primo, abrogare subito l'Imu, la casa è sacra e non si tocca; secondo, bisogna abbassare la pressione fiscale di almeno un punto all'anno; terzo, cambiare il rapporto tra il fisco e il contribuente, perchè oggi ci sono situazioni da Stato di polizia tributaria che non si possono tollerare”. Infine, ha aggiunto il Cavaliere, “stretta sulle intercettazioni, eliminare la tracciabilità dei contanti almeno fino a mille euro".
Parole, l’ex presidente del consiglio, le ha riservate anche per le donne perché “sono quelle che tengono in piedi la famiglia e quindi l'Italia. So che in Italia non c'è parità nel lavoro – ha poi aggiunto Berlusconi - delle donne che lavorano il 33 per cento sono part time e su di loro pesa anche l'essere spose e madri e quindi hanno anche il peso della famiglia e della casa”. Per Berlusconi “le donne sono più responsabili di noi e hanno più intuito, anche per questo ho avuto un governo con il numero più alto della storia della Repubblica”.